Il 17 Marzo nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sede per 5 anni del Parlamento italiano fra il 1865 e il 1871, si è svolta una iniziativa di celebrazione del 156esimo anniversario dell'unità d'Italia, promossa dall'Associazione Arkiwine.

Centro Tartufi Molise, da sempre sensibile ai fatti storici e culturali che riguardano la propria terra di origine, è stato tra gli sponsor dell'evento e ha contribuito, insieme alle altre aziende sostenitrici dell'iniziativa, ad impreziosire parole e letture con i sapori ed i profumi dei propri prodotti.

Ma che legame può mai esserci tra la nostra azienda e la storia pre-romana d'Italia? Eccolo: Centro Tartufi Molise produce nella regione con la più alta incidenza di tartufo a livello nazionale. Il Molise coincide quasi integralmente con il territorio dei Sanniti e tra tutti i popoli italici quello sannita è stato il popolo più potente, più forte dal punto di vista militare, ma anche economico. E' stato l'unico popolo italico che ha costituito un serissimo rischio per l'espansione di Roma: l'unico momento in cui Roma ha corso il rischio di non esistere più, prima delle invasioni barbariche, è stato quello in cui si è confrontata con i Sanniti. Nemmeno Cartagine aveva rappresentato per Roma un simile pericolo. Chiaramente è stata solo una questione di tempo, perchè poi Roma è riuscita ad avere la meglio ed è diventata la potenza che abbiamo studiati nei libri di storia.

Come si è manifestata la resistenza delle popolazioni sannite nei confronti di Roma? Essendo il popolo più forte all'interno del territorio italico, quello che quindi aveva le maggiori capacità di contrastare l'avanzata dei Romani, i Sanniti crearono nel 91 a.C. una sorta di nazione indipendente, chiamata Lega Italica, che comprendeva i Sanniti, appunto e tutte le popolazioni e tribù alleate, come i Marrucini, i Frentani, ecc., una nazione con un proprio senato ed in grado di battere moneta. L'effige impressa su questa moneta era quella di un toro che incornava una lupa, la lupa romana. Il toro raffigurato era in realtà un vitello, perchè nella tradizione dei Sanniti si venerava il "ver sacrum", il bue sacro (Bovianum). Il suo nome era "Viteliù". Questo nome altro non è che l'embrione del nome Italia: esso non deriva dalla cultura latina e romana, bensì dall'osco, lingua dei Sanniti e delle popolazioni italiche. L'antica idea di un'Italia intesa come "nazione" unita non appartiene quindi ai Romani, bensì ai Sanniti, ovvero i Molisani odierni. Se è vero che la cultura romana è quella che ha conquistato il mondo, il cuore dell'italianità nasce e si innesta sulle montagne del Molise. Se c'è quindi un posto più italiano di altri è da localizzarsi nel territorio che va da Castel di Sangro sino ad arrivare a Benevento, nel cuore dell'Appennino, al di sopra dei 400 mt di altitudine. 

Tornando all'evento, oltre all'intervento dell'archeologo Adriano La Regina, sono stati presentati due importanti testi del settore: “I segreti della via etrusca” di Gianfranco Bracci e Marco Parlanti e “Viteliù. Il nome della libertà” di Nicola Mastronardi, agnonese di nascita.

Al seguente link è possibile guardare il video dell'iniziativa: https://youtu.be/PIjZMw4vq-M